Gastrosofia e finger food: il piacere dell'arte culinaria

  • Autore: lucia frascerra
  • 20 nov, 2017

Il finger food, un’esperienza multisensoriale

finger food

Non è certo un mistero che il cibo sia non solo un nutrimento per il corpo, ma anche un piacere che coinvolge vari sensi: gusto, vista, olfatto e addirittura il tatto.

È proprio questo il concetto che sta alla base della gastrosofia, una disciplina che si occupa del cibo visto soprattutto come un piacere.

Il finger food, sempre più di moda negli ultimi anni, rientra perfettamente nella concezione della gastrosofia. Scopriamo il perché!

Il finger food nell’ottica della gastrosofia

Il finger food ha conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi anni, complice anche la moda degli aperitivi. Si tratta di cibi sfiziosi serviti in monoporzione, da mangiare direttamente con le mani: non a caso l’espressione finger food significa alla lettera “cibo da dita”.

Come si può intuire, questo tipo di cibo stuzzica vari sensi. Oltre al gusto e all'olfatto, un ruolo fondamentale è svolto dalla vista: un finger food ben riuscito deve essere esteticamente coloratissimo e accattivante, una vera e propria opera d’arte in miniatura.

Anche il tatto è sollecitato da questo tipo di portata, poiché mangiando con le mani abbiamo modo di apprezzare la consistenza del cibo e le sensazioni tattili che ci regala.

Insomma, non stupisce che il finger food si presti particolarmente a illustrare il concetto di gastrosofia!

L’antica arte di mangiare… con le mani!

Anche se in forma decisamente diversa, il “cibo da dita” non è certo un’invenzione moderna. Già gli antichi Romani consumavano il cibo ai banchetti con le mani, poiché l’usanza prevedeva che si rimanesse sdraiati appoggiandosi su un gomito.

In questa posizione ovviamente non era possibile usare entrambe le mani per mangiare, perciò erano i servi a tagliare in piccoli pezzi le pietanze che venivano prese dai commensali direttamente con le mani.

Fino al Medioevo la forchetta non era contemplata: solo il cucchiaio e il coltello potevano trovare posto sulle tavole.

È stata l’arte del galateo che a partire dal Cinquecento ha introdotto l’usanza di non toccare il cibo con le mani. La cucina moderna, per fortuna, ci sta facendo riscoprire l’antico piacere di mangiare con le dita, in un’ottica decisamente “gastrosofica” che coinvolge tutti i sensi.

Insomma, quando si tratta di finger food l’atto del mangiare è un’esperienza multisensoriale a tutti gli effetti!

Autore: lucia frascerra 20 nov, 2017

Il catering è senza dubbio uno degli elementi di un matrimonio che gli invitati ricorderanno più facilmente, insieme alla location e, naturalmente, all’abito della sposa.

Inoltre costituisce una delle voci più costose da considerare nel budget, perciò la scelta del catering perfetto è un momento davvero delicato.

Ecco qualche piccolo consiglio per chi non sa da dove cominciare.

Autore: lucia frascerra 20 nov, 2017

Non è certo un mistero che il cibo sia non solo un nutrimento per il corpo, ma anche un piacere che coinvolge vari sensi: gusto, vista, olfatto e addirittura il tatto.

È proprio questo il concetto che sta alla base della gastrosofia, una disciplina che si occupa del cibo visto soprattutto come un piacere.

Il finger food, sempre più di moda negli ultimi anni, rientra perfettamente nella concezione della gastrosofia. Scopriamo il perché!

Autore: lucia frascerra 20 nov, 2017

Il pasticciotto è uno dei dolci che non possono proprio mancare a Natale sulle tavole del Salento. Si tratta di un dolce molto semplice, ma al tempo stesso incredibilmente goloso, fatto da piccoli scrigni di pasta frolla riempiti di crema pasticcera e serviti caldissimi.

Share by: